mercoledì 30 dicembre 2009

L'aria della domenica pomeriggio

C'è una definizione per me interessante nel romanzo 'Zefira' di Gioacchino Criaco. Si parla della Calabria come di una terra dove c'è sempre un'atmosfera da domenica pomeriggio. Ho vissuto dieci anni in questa terra e devo dire che è una delle migliori definizioni che ho trovato. Quell'aria particolare, quieta, che si assapora solamente nelle domeniche pomeriggio, è diffusa anche nei giorni feriali nella terra di Pitagora, Gioacchino da Fiore, Rino Gattuso.

Gioacchinio Criaco vive ad Africo, nel cuore dell'Aspromonte, e racconta una Calabria reale al di là delle indagini sociologiche e dei luoghi comuni. E' stato definito, da certa stampa nostrana, un 'anti-Saviano' nel senso che porta nel suo sangue le cose che denuncia. Un fratello più giovane di dieci anni è in galera perchè invischiato in fatti di n'drangheta ("il bene e il male andavano a braccetto...", p. 56).

'Zefira' scorre non sempre agevolmente tra presente e passato e nell'intreccio di amicizia di due gentiluomini, con delle chicche che spiegano, con una certa immediatezza, mentalità ("lì il non far niente aveva un senso e un motivo", p. 58), istintività, potenzialità e carenze della gente di questa terra (" ci sono ragazze da queste parti alle quali la mente funziona in un modo che non ti aspetti", p. 48).

Sembra che la Calabria, sia terra solamente accogliente. Essa in realtà manifesta un certo tasso di violenza. Dà il benvenuto nei primi tempi, come nessun altro, ma poi ti può vomitare, come si fa con le cose indigeste. L'aria calma della domenica pomeriggio è in realtà gravida di sofferenza.

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