venerdì 14 ottobre 2016

Venticinque

Il 5 ottobre di 25 anni fa venivo ordinato sacerdote. Che emozione quel giorno! Tanta gente, la temperatura tiepida, il vescovo zoppo, l'intervista a Rai3... Oggi sono ai piedi della Madonna in un bel santuario a lei dedicato: Tindari sulla costa tirrenica della Sicilia. Davanti il mare, alle spalle l'entroterra ricco di cultura, arte e natura. Con me ci sono i miei anziani genitori a pregare e ringraziare. Il rettore accogliente e discreto, prega con me.
Grazie Maria della tua presenza in questi anni, grazie a coloro che ho amato e servito, grazie a quanti sono stati bravi ad intravedere Gesù Sacerdote tra le pieghe della mia umanità.

lunedì 25 luglio 2016

I piedi del campione

Ci sono anche 200 metri di corsa a piedi (e in salita!) nella vittoria di Christopher Froome all'edizione 103 del Tour de France nel 2016.
Succede nella dodicesima tappa, 178 km, in montagna da Montpeller a Chalet Reynard ai piedi della vetta del terribile Monte Ventoiux. E' il 14 luglio 2016, anniversario della presa della Bastiglia, festa nazionale in Francia. La tappa era stata accorciata dagli organizzatori per le avverse condizioni atmosferiche.
Un'incidente insolito che ha attirato le critiche sull'organizzazione del Tour de France, una delle più importanti corse a tappe. A causa della folla, straripante a bordo strada, una moto della TV francese che anticipava i corridori è costretta a frenare bruscamente. Risultato: i tre atleti che seguivano cadono rovinosamente sul mezzo meccanico. Tra questi anche la maglia gialla, il leader della corsa, Chris Froome. Bici rotta. "Non sapevo cosa fare" - dice Froome a fine tappa - "allora mi sono messo a correre". Lo spettacolo è davvero unico. Il corridore britannico corre in salita circondato dalla folla, ma anche da moto e macchine dell'organizzazione. Uno spettatore gli dà una bici che non è evidentemente della sua misura, la inforca, ma dopo alcune centinaia di metri è costretto a lasciarla in strada. Ricomincia a correre e finalmente arriva l'ammiraglia del Team SKY, la sua squadra, a dargli una bicicletta adatta a lui. Tutto questo avviene a 400 metri dalla linea del traguardo. A fine tappa Froome avrà perso 6'45" dal vincitore di tappa, e perde anche la testa della classifica generale. La giuria a fine gara rimedia all'incidente, restituendo al ciclista i comando della classifica generale. Un finale di tappa davvero incredibile!.
Restano quei metri a piedi, insoliti, originali. Il regolamento non lo prevede. Un corridore deve correre in bicicletta e tagliare il traguardo con il suo mezzo e non sulle proprie gambe.
Al popolo dei podisti è piaciuta quella scena. Un campione che usa i piedi (oltre alle gambe e alla testa, evidentemente) per raggiungere il traguardo e coronare la sua vittoria. Chissà cosa ricorderà fra vent'anni Froome di quel giorno. Il dolore per la caduta, le gambe che girano vorticosamente sulla bici sbagliata, i metri percorsi correndo. Una macchia gialla a piedi sul Mont Ventoux.

venerdì 4 dicembre 2015

Doping 2015

Nell'anno che precede le olimpiadi, si ha l'impressione che le federazioni nazionali di atletica vogliano in qualche maniera mettere le mani avanti e avvertire i propri atleti di non fare ricorso al doping in questi mesi che separano dal grande evento. Insomma una specie di avviso con finalita' preventiva. Questo salva un po' la faccia anche con il comitato olimpico internazionale ed eventualmente da' migliore possibilità  di assegnazione di grandi eventi sportivi. Quasi quasi sembrerebbe che il problema vero  non sia l'atleta dopato!

martedì 1 dicembre 2015

Il fascino delle novene

L'aria frizzante del mattino, il rullo quotidiano dei tamburi, le distese arancioni di cachi, i misteri del rosario declamati in dialetto... Sono alcune atmosfere della novena dell'Immacolata a Misilmeri, grosso centro alle porte di Palermo. La devozione a Maria Immacolata da queste parti e' qualcosa di unico.  Una generazione dopo l'altra le famiglie si passano il testimone di questa ricca tradizione. Alle 5 del mattino si arriva in chiesa madre per il rosario, i canti della novena, la celebrazione eucaristica teletrasmessa.  Alla sera si replica con tanta partecipazione. La Madonna ci attira a se' modello di virtu', compagna di cammino,  rifugio sicuro.  Le novene hanno un fascino unico che sa di ritorno all'essenziale, di sostegno nel cammino della vita, di riconciliazione.

venerdì 22 maggio 2015

Un saluto ad Annarita

Sventolano i tricolori a Gioiosa Marea (Messina) nel pomeriggio di oggi, 22 maggio. E al termine c'è spazio anche per l'inno di Mameli. quell'inno che tante volte, sui podi di varie città del mondo Annarita Sidoti ha ascoltato e cantato. Oggi c'erano i suoi funerali in un'affollata chiesa parrocchiale a S. Giorgio, frazione di Gioiosa Marea che si è stretta attorno al suo personaggio più noto, al marito e ai tre figli. Una folla composta, un dolore silenzioso, ha accompagnato questa grande atleta italiana campionessa della marcia che ha partecipato a  tre Olimpiadi e vinto numerosi titoli. Don Pino, il parroco, all'omelia, ha ricordato la dedizione e il sacrificio di questa campionessa. Acqua e vento sono esperienza di ogni podista, sacrificio, applicazione e anche soddisfazione per i risultati ottenuti.
Certo 45 anni sono proprio pochi per lasciare questo mondo, ma il brutto male che aveva attanagliato il corpo di Annarita non ne ha voluto sapere di lasciarla. Resta la sua bella vita di atleta, mamma, moglie e cittadina che sarà senz'altro ricordata anche in futuro. Resta questa bella messa di saluto e di preghiera in un pomeriggio ventoso, nel giorno del suo onomastico. Le giovani atlete che sfilano con le loro tute al momento della comunione. Quattro sindaci e un onorevole seduti in prima fila, cinque sacerdoti concelebranti, il confalone del vicino comune di Patti. I campioni dell'atletica siciliana, i canti del coro di S. Nicola, i palloncini rossi e bianchi che si alzano nel cielo all'esterno della chiesa. Il dolore composto del marito, i ragazzi che si affacciano timidamente in chiesa. Il secondogenito domenica prossima farà la prima comunione. La mamma lo accompagnerà dal cielo.

domenica 8 febbraio 2015

Sei presentazioni

Sei incontri in varie città d'Italia per presentare, in questi ultimi mesi, il mio ultimo libro "Raccontare il Vangelo o la terra di missione. Riviste missionarie nell'era di Internet" (Progetto 2000/Missionari OMI 2014, euro 10). Sei serate per parlare dell'informazione missionaria oggi ad un pubblico composto quasi esclusivamente da adulti, cattolici, con poca conoscenza, tranne qualche rara  eccezione, del mondo dell'informazione missionaria.

Cosenza, 13 novembre
La libreria 'Domus' in pieno centro città accoglie questa serata magistralmente preparata e condotta da Demetrio Guzzardi, direttore della casa editrice Progetto 2000 che ha pubblicato questo libro. Due attori leggono alcune pagine del libro che li hanno maggiormente interpellati. Tra esse quelle del martirio di mons, Padovese ucciso in Turchia nel 2010. Una domanda me la pone un giornalista locale, vecchio abbonato a Nigrizia e buon conoscitore della stampa missionaria. La degustazione di vini calabresi conclude la bella e piovosa serata

Frascati (Roma), 16 novembre
E' la seconda presentazione di questo libro. Sono ospite della casa provinciale dei Missionari Oblati di Maria Immacolata a Vermicino (Frascati). Con me Maurizio Di Schino, collega e amico, giornalista di TV2000 che ho intervistato nel libro. E' la parte, forse, più interessante della serata. Maurizio snocciola i suoi racconti dei numerosi viaggi in terre di missione nei sud del mondo, Racconta anche dell'incontro con mons. Orlando Quevedo, vescovo oblato, da qualche mese creato cardinale da papa Francesco. Presenti una ventina di persone tra Oblati e laici.

Catanzaro, 3 dicembre
Don Pino Silvestre, amico e parroco alla Madonna di Pompei mi accoglie nella sua parrocchia dove abbiamo animato una bella missione popolare alcuni anni fa. L'incontro di stasera e' stato preparato dall'Ufficio missionario diocesano nel quale lavorando alcuni laici AMMI. Dopo l'intervento di don Pino, prende la parola il direttore dell'Ufficio missionario. Tocca poi a Luigi Guzzo, giovane laico della parrocchia e successivamente a me. Uno degli interventi più interessanti della serata è dell'editore del libro, Demetrio Guzzardi. Parla a partire dal mosaico della Madonna presente nell'abside di questa chiesa, opera di un artista francescano.

Belvedere marittimo (Cosenza), 3 gennaio
Gianluca è fresco prete. Ha trascorso un anno in Senegal nel corso della sua formazione missionaria e stasera racconta ai suoi paesani di alcuni progetti missionari in Africa. Siamo nella chiesa parrocchiale nella parte alta del laborioso centro cosentino. La prestazionale del libro è prevista nella seconda parte dell'incontro. Una domanda me la pone una signora sulla necessità di 'missione' anche qui da noi in Italia.

Boiano (Campobasso), 11 gennaio
E' la presentazione con il maggior pubblico: circa 100 persone. Gioco in casa, nel mio paese natale e nella mia parrocchia. I miei genitori si sono dati da fare parecchio per invitare parenti, amici e conoscenti. Siamo nella chiesa concattedrale, Presenta la serata p. Gennaro Cicchese, oblato, docente di filosofia a Roma e a Dakar. Anche stasera c'è Maurizio a farmi da spalla. Il parroco, don Rocco, ha voluto la presenza di due cori che introducono e allietano la serata. Il vescovo, mons.. Giancarlo Bregantini mi invia un bellissimo messaggio. Ha trovato il tempo per leggere questo libro!

Patti (Messina), 25 gennaio
La professoressa che introduce l'incontro è emozionata, mi dice che non è abituata a parlare in pubblico, Ma fa molto bene e ragiona sul titolo e sulla copertina del libro. I missionari OMI sono stati qui a Patti per vari decenni, fino al 1982 e la parola "missione" è nell'orecchio di tanti. Il luogo che ci ospita è suggestivo: un antico caffè nel centro storico. Mi dicono che anche Salvatore Quasimodo era solito frequentarlo. I laici amuci del carisma oblato della cittadina siciliana hanno preparato tutto con grande attenzione e cura.

Nei prossimi mesi toccherà a Messina e Misilmeri (Palermo).

venerdì 24 ottobre 2014

Tanta Europa

Da Poznan, in Polonia a Siracusa in due giorni. Mi è capitato di recente di passare da un convegno svoltosi nella bella città polacca nel nord ovest del paese a Siracusa città ricca di storia, cultura e fede nella bella Sicilia. Un passaggio veloce dal nord del continente, dove le temperature sono autunnali e l'anno sociale è in pieno svolgimento, alla città siciliana dove sembra che la lunga estate 2014 non voglia mai finire. Penso al nostro vecchio continente, alla storia e alla civiltà che ha sempre contenuto, alla babele di lingue che rende l'Europa diversa dagli altri continenti. E ancora penso agli spot che vanno in onda sui canali della televisione pubblica che ci invitano ad apprezzare l'Europa e a non rinchiuderci nei confini dei nostri singoli stati. In affetti al di là delle abbondanti differenze, in Europa ci sono tante radici comuni. Tra queste anche quelle della fede cattolica. In Polonia, a Poznan visito l'antica cattedrale, la prima del paese, dove un re polacco si fece battezzare attorno all'anno 1000. A Siracusa il santuario ella Madonna delle lacrime luogo della fede popolare. La nostra bella Europa ha in comune un grande patrimonio a tutte le latitudini.