sabato 10 dicembre 2016

Viaggio in Asia - Laos/1

Parli del Laos ai Missionari Oblati di Maria Immacolata e inizi a riscontrare una serie di sentimenti contrastanti. La gioia del ricordi della missione tra i poveri delle zone rurali lascia lo spazio alle lacrime per i confratelli lasciati sul campo, alla rabbia per l'espulsione del 1975, al dolore per l'esilio delle persone di etnia hmong. Una nazione con la sua storia, la sua identità. Protettorato francese fino al 1949, ha attualmente una popolazione di circa 7 milioni di abitanti che vive in maggioranza in zone rurali.
Lo scorso 2 dicembre si è celebrata la  41ma Festa nazionale del Laos. Un messaggio particolare di John Kerry, segretario generale statunitense è giunto al presidente e al popolo laoziano in questa occasione sottolineando la storica visita del presidente Obama in Laos avvenuta proprio in questo 2016. Il 2 dicembre 1975 il re e la regina abdicavano lasciando campo libero alla nascita della Repubblica popolare democratica del Laos che già l'anno prima, il 1974, aveva visto un forte ruolo dei Pathet Lao. Nasce di fatto uno stato a partito unico di forte ispirazione marxista-leninista che provocherà, tra il 1975 e il 1987, l'esilio di più di 400mila persone (circa il 10% della popolazione) per lo più dell'etnia hmong.
A Vientiane, la capitale, domenica 11 dicembre si è tenuta la cerimonia di beatificazione di 17 martiri, radice della piccola presenza cattolica a queste latitudini. Presenti, tra gli altri, anche due Oblati espulsi nel 1975. In questo paese hanno passato anni bellissimi spendendo le loro giovani energie accanto alla gente delle campagne. Sono stati sicuramente tra i più emozionati.

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