giovedì 24 marzo 2011

Stampa missionaria 11 (Mentre TV 2000)

(pubblicato da Missioni OMI, marzo 2011)

Buone notizie. Finalmente!

Intervista a Maurizio Di Schino conduttore di Mentre sul canale TV2000. Raccontare la missione con le nuove tecnologie.

di Pasquale Castrilli

Un conduttore esperto, un format innovativo, centinaia di storie di vita ordinarie e di buone notizie dal mondo e dall’Italia. Questa potrebbe essere la sintesi di Mentre il programma di TV2000 (ex SAT2000) in onda dallo scorso ottobre, ogni giorno nel primo pomeriggio. A condurre la trasmissione, unica novità editoriale di questo anno di programmazione del canale satellitare della CEI, è Maurizio Di Schino, 48 anni, una vasta conoscenza del mondo missionario maturata attraverso numerosi viaggi che lo hanno messo in contatto diretto con persone e situazioni di tutte le latitudini. A Maurizio Di Schino abbiamo posto alcune domande.

Come nasce il programma Mentre? Quali sono le sue idee portanti?
Abbiamo cominciato con questa formula quotidiana a metà ottobre dello scorso anno. Ci siamo chiesti come potevamo valorizzare la voce della Chiesa in missione. Nel 2008 avevamo cominciato con Detto tra noi intorno al mondo, un appuntamento settimanale di dodici minuti durante il quale ci collegavamo telefonicamente con i missionari, religiosi, sacerdoti, volontari. Da lì abbiamo proseguito con Storie dal mondo, dal marzo a giugno dello scorso anno, passando da dodici minuti a mezzora a settimana con due collegamenti. Nell’ultimo mese di programmazione di Detto tra noi avevamo capito che queste telefonate potevano diventare dei collegamenti via webcam con Skype. Abbiamo provato e la cosa è andata bene, perché, oltre alla voce, vedevamo il volto e anche se in alcuni casi il collegamento saltava, si dava comunque qualcosa in più. Con Storie dal mondo ci siamo detti che potevamo fare un passo in più: sfruttare le nuove tecnologie che, oltre ad essere più leggere per una televisione, non possono che migliorare nel futuro. Far rimbalzare la voce e il volto dei testimoni, dei missionari o dei laici impegnati nella promozione integrale della persona, poteva essere il valore aggiunto. L’idea di Mentre è stata lanciata durante il Convegno ‘Testimoni digitali’ della primavera del 2009. E stato lanciato anche il nome del programma: un nuovo modo di raccontare le persone, portando in tramissione storie di ordinaria umanità e descrivendo il loro sviluppo. Da ogni angolo del mondo: dalla Mongolia alle Isole Salomone, dall’Argentina al Maghreb…. Farle confluire in questa piazza mediatica e raccontare come trascorrono le vite, con un obiettivo sempre presente: riferire il mondo del nostro quotidiano, storie mai raccontate, storie ignorate, non rese visibili in altre parti del mondo che per noi sono buone notizie. Ogni volta che contattiamo gli ospiti, si meravigliano che il tema siano loro: persone che parlano in prima persona. Non è un programma di esperti e ognuno deve parlare in prima persona, il programma è fatto di testimonianze. Diciamo sempre agli ospiti: “è importante quello che fate e perché lo fate”. Sono le buone notizie che vogliamo valorizzare con TV 2000: la vita della Chiesa nel mondo; la missione è bella e va anche conosciuta. Vogliamo anche dare l’idea di una missione che è al passo con i tempi. Missione è anche comunicazione, se è vero che la comunicazione è la prima forma di missione.

Mentre si presenta con un format abbastanza originale: un collegamento con quattro storie di vita, un'ospite in studio... Come mai queste scelte? Come vengono scelti i testimoni e che ruolo ha la figura dell’ospite in studio che ti accompagna nell’ora di trasmissione?
L’ospite in studio ha il ruolo di aiutare il conduttore a tessere la trama dei racconti del giorno e della settimana. Ha il compito di lasciare traccia del racconto della settimana. L’ospite aiuta a trovare il filo conduttore, ad approfondirlo, mette insieme tutte le storie e, attraverso la propria creatività e la propria arte, prova a lasciare qualcosa. Ad esempio lo scrittore scrive un mini racconto oppure se c’è un grafico o un pittore, porta avanti un’opera. I musicisti hanno composto musica e parole ispirate dalle testimonianze della settimana. Hanno composto dei pezzi, strada facendo, non solo perché rimanga traccia di quanto si dice attraverso la creatività. Le testimonianze di ordinaria umanità, infatti, possono essere occasione di ispirazione della creatività degli artisti. Tutti sono usciti fuori, da questa partecipazione, con un bagaglio di parole significative e forse non hanno avuto la possibilità di elaborarle tutte. Abbiamo avuto una cantante italo-somala o anche scrittori… Se si va sul sito della trasmissione si trovano le loro opere. Normalmente scegliamo due storie italiane e due estere con un filo conduttore che le accomuna oppure anche, per contrasto, delle storie che non hanno apparentemente nulla in comune se non l’interesse e il bene delle persone. Tanti missionari, sollecitati dal collegamento che avremmo dovuto fare, si sono attrezzati meglio con una buona linea Internet, webcam… hanno trovato lo spunto per migliorare la propria tecnologia. Siamo stati di sprone anche in questo.

Cosa ti ha impressionato di più, come conduttore, in questi mesi di programmazione e di ascolto dei tanti frammenti di umanità?
C’è una storia che ti ha colpito in particolare? Tra le esperienze che mi hanno impressionato, e che avevo già visto di persona, quella di p. Giuseppe Durante, missionario scalabriniano a Port au Prince, Haiti. La sua missione ha retto al terremoto ed è stata punto di riferimento per l’emergenza post terremoto e ora per la Caritas italiana per dare vita ad un progetto che mira a creare delle piccole fabbriche per la realizzazione di mattoni, di pane, che producono cose utili e sostenibili localmente. Mi ha colpito come un missionario riesce, senza tanto clamore, ad entrare tra la gente e a lavorare con la gente. Lo abbiamo avuto ospite in trasmissione il 12 gennaio, primo anniversario del terremoto. Mi ha colpito la lungimiranza di questo missionario: un progetto sostenibile, fatto con la gente, a partire dalle esigenze della gente e guardando ad un futuro molto lontano. Diceva: “forse non vedrò quello che sto facendo con loro, l’importante è che lo possano godere queste persone”. Anche questa consapevolezza dei missionari mi ha molto colpito: fare qualcosa che va oltre sè stessi nel tempo e nella persona. E’ una grande lezione dei missionari della Chiesa cattolica. Non solo p. Giuseppe, ma anche p. Mario Tessarotto da Città del Capo, Sudafrica. Sono testimonianze belle come anche conoscere un paese come la Giordania dove c’è una ragazza di Conegliano Veneto che si è consacrata per il Sermig di Torino e vive con altre donne in un ambiente musulmano. Vivono tra gli altri, per i disabili e con volontari di altre religioni. L’abbiamo definita una sorta di “utopia possibile”. Mi ha colpito anche l’esperienza dei Missionari Oblati di Maria Immacolata di Dakar, Senegal. Sempre attraverso le tecnologie. Non è così consueto trovare dei missionari che creano una WebTv per far seguire gli eventi a chi si mette in contatto con loro. Rendere partecipi altri alla vita della missione, attraverso la tecnologia, non è così frequente in giro per le missioni.

Avete delle risposte da parte dei telespettatori. Cosa sembra apprezzare maggiormente chi vi segue?
Il fatto che Mentre sia un programma di buone notizie. Questo ci dà anche la forza per andare avanti. Abbiamo ricevuto vari messaggi sul canale YouTube dove inseriamo dei frammenti delle interviste. Una persona scrive: “Non guardo la Tv da un paio d'anni e scopro solo ora che il digitale terrestre ha portato qualche cosa di buono. Vi seguirò con attenzione! Grazie per il vostro impegno”. Non so chi ci sia dietro questo messaggio e se ci continuerà a seguirci, ma un messaggio del genere ci dà molto conforto e ci dice che abbiamo intrapreso la strada giusta: buone notizie, testimonianze positive e soprattutto la speranza che un mondo diverso è possibile. Ci scrivono anche ragazzi dei gruppi parrocchiali. Raccontiamo anche l’esperienza che persone di religione ebraica stanno portando avanti nei kibbutz in Israele e riceviamo sostegno anche da parte loro.

Hai ancora qualche storia significativa da raccontare?
Ci siamo collegati alcune volte con un vescovo del Sudafrica, Missionario della Consolata, mons. José Luis Pónce de Leon. Dopo la partecipazione a Mentre ci ha detto: “Ho visto che lo strumento che utilizzate, webcam e Skype, è molto efficace. Per questo ho proposto alla Conferenza episcopale sudafricana di fare alcune nostre riunioni in questo modo, per risparmiare tempo e denaro. E i vescovi hanno accettato”. Poiché il Vicariato apostolico in cui è vescovo ha un alto tasso di AIDS, con questo stesso sistema mons. Pónce de Leon si collega anche con i partner della sua diocesi, per la prevenzione e la lotta all’AIDS preoccupandosi di come fare ad arrivare gli antiretrovirali alle persone. Praticamente fanno le riunioni così. Diceva: “dovevo mettere in conto almeno tre giorni per una riunione di mezza giornata. In questo modo con mezza giornata, senza che nessuno si muova da casa, riusciamo a fare tutto”. Stiamo cercando di creare dei ponti tra persone che potrebbero avere un interesse comune nel futuro. Ad esempio vogliamo organizzare un incontro tra questo vescovo e Barbara Ensoli, la ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità che sta sperimentando gli antiretrovirali. Stiamo provando a farli incontrare tramite noi in modo che possano fare qualcosa in futuro. C’è la volontà, da parte di entrambi, di incontrarsi in trasmissione a Mentre.

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Anche gli OMI ospiti di Mentre
Il programma Mentre (www.mentre.tv2000.it) va in onda su TV 2000 ogni giorno in diretta dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 16 e in replica dal lunedì al giovedì alle 22.30 e il venerdì alle 22.50. Si avvale del lavoro redazionale di sei programmiste-registe: Francesca Baldini, Antonella Becciu, Paola Buonomini, Anna De Simone, Concetta Malatesta, Dolores Gangi. Mentre ha anche una pagina sul Social network Facebook e un canale su YouTube (www.youtube.com/mentretv2000) nel quale sono riportati gli estratti delle interviste. Il programma, che proseguirà ancora nei prossimi mesi, ha già dato voce ai Missionari Oblati di Maria Immacolata, ospitando in collegamento Skype p. Enzo Abbatinali e p. Tonino Mazzeo dal Senegal, p. Pasquale Castrilli dall’Italia, p. Stefano Cartabia dall’Uruguay e p. Elio Filardo dalla Romania. Il conduttore e la redazione hanno intenzione di dare spazio anche ad altri Missionari Oblati di Maria Immacolata. Un modo per far conoscere l’impegno in favore dei più poveri in tutti i continenti.

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